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Aldo De Martino (Milano, 3.5.1927 – 11.9.2006) – biografia

Quando Emilio De Martino, sessantatreenne, muore a Rapallo logorato nel fisico dalla drammatica campagna di Russia nel secondo conflitto mondiale, Aldo ha 31 anni. Volontario il padre nei due conflitti bellici mondiali, volontario nella Resistenza il diciassettenne Aldo. Il riconoscimento di patriota gli viene rilasciato dalla Commissione partigiani per l'attività svolta fra il 1° ottobre del '44 al 25 aprile 1945 contrassegnato dal numero 56546. Del padre, uno dei più popolari giornalisti sportivi italiani di ogni tempo, ha condiviso tutto, la gioia di vivere soprattutto, le amicizie e la frequentazione con le grandi firme  del giornalismo, non solo di nicchia. Sui banchi del liceo ha contratto la passione per la pittura che lo accompagnerà tutta la vita, amico di pittori, critici e mercanti con i quali ha stabilito un vero scambio di umanità, di sapere e di vita.

È ventenne allorché a Emilio viene assegnata nel 1947 la cattedra del primo quotidiano italiano sportivo, La Gazzetta dello Sport, dopo essere stato per più di vent‘anni fondatore e titolare della rubrica sportiva del Corriere della Sera: l’approccio alla professione giornalistica diventa dunque per lui, che 1’ha seguito in tante trasferte, uno sbocco, più che naturale, inevitabile. Versatilità e fantasia gli impongono mille altre esperienze: perché Aldo, anche a 79 anni, poco prima di lasciare l'adorata Carla, ha la curiosità di un bambino, è irrequieto, tante idee per la testa e mille progetti da portare avanti: per questo la sintesi della sua attività è problematica, alimentata da tante e variegate sfaccettature.

La sua firma, fra il 1950 e il 1954, compare nelle pagine sportive de Il Messaggero, Nazione, Gazzettino, Italia, Stadio, Tempo di Milano, Lo Sport e Lo Sport Illustrato: scrive di calcio, sci, atletica leggera, nuoto, tennis, e molto di boxe se è vero che, nel 1956 appare al fianco di Mario Sanvito condirettore e co-fondatore di Pugilato, una rivista dedicata alla noble art (all’epoca molto in auge) che sarà costretto, per ragioni contrattuali collegate ai nuovi incarichi, ad abbandonare due anni dopo. Nel 1951 ha fondato e diretto Sport Universitario, il giornale del Cus, il Centro Universitario Sportivo italiano, e nell'aprile dell'anno successivo rileva con Grazia Lanzillo Agisport, la seconda agenzia italiana vocata alla sport e fondata nel 1948 dai giornalisti Piero Monti e Febea Martinelli.  

Nel mese di marzo del 1953 Aldo De Martino e Luigi Ferrario, proprietario- direttore della maggiore agenzia, Sportinformazioni, si accordano per fondere le due testate sotto l'egida della nascente Editoriale Sportiva Lampo srl. De Martino assume la qualifica di vicedirettore, ma già alla fine dell’anno opera nella sede milanese della Rai, e precisamente nella sezione sperimentale della televisione, che debutterà il 3 gennaio del 1954. È una svolta fondamentale: alla Rai resterà fedele sino al momento del congedo, conservando per diversi anni la sua quota di capitale in Sportinformazioni.

In Corso Sempione diventa responsabile della redazione sportiva milanese della televisione, firmando fra l'altro l'esordio della Domenica Sportiva sino a varare la celebre moviola alla quale daranno il loro significativo apporto il presentatore Enzo Tortora, il giornalista Carlo Sassi e il tecnico Heron Vitaletti. A metà degli anni Settanta viene chiamato a Roma per dirigere lo sport tv nazionale; alcuni mesi dopo rientra a Milano come direttore del Centro Rai, sovrintendendo tutta la produzione, dalle reti all'alta definizione, incarico che manterrà 16 anni (l’edizione di Fantastico, audience da 26 milioni e 600mila spettatori, resta negli annali – primato della Rai come del resto i Promessi Sposi, Linea di confine in alta definizione con la Turner e Sting: fu, quello di De Martino, l’ultimo periodo di grandi produzioni in Corso Sempione). Ma la sintesi dell’attività e degli interessi di Aldo De Martino è lontana dall'esaurirsi: nel 1965, scomparso Mario Sanvito, l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni, gli affida la preziosa Agenda Ina – sport, piccolo (quanto a formato) e puntuale documento di consultazione delle vicende annuali dello sport italiano. Ed è rettore, per più di trent'anni, dell’antica Accademia degli Inquieti, che annovera fra i fondatori l'avvocato Giuseppe ‘Peppino’ Prisco alla scomparsa del quale gli subentrerà il figlio Luigi: l'Accademia assegna il “Premio alla carriera” e il “Premio impegno professionale”, chiamando a dibattere studiosi di fama nodi cruciali di carattere sociale e temi culturali. Aldo è propugnatore del Premio dedicato all’indimenticabile giornalista Beppe Viola da lui assunto in Rai, e del Premio Internazionale Vincenzo Torriani “per chi ama il ciclismo e lo fa vivere”.

Maestro del Lavoro, Ambrogino d’Oro, Benemerito di Milano, componente del Collegio presso il Tribunale di Milano che deve giudicare dei ricorsi avverso le deliberazioni del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei giornalisti, alcuni dei prestigiosi attestati a lui attribuiti. Fonda, a metà degli anni Sessanta una piccola casa editrice, Adiemme, acronimo del proprio nome, nella quale riversa quanto cultura e genialità suggeriscono: merita un distinguo la pubblicazione di ‘Da Cesare a Churchill – Storia d’Inghilterra’, corredata da 20 raffinati cartoncini illustrativi. L'idea nasce ascoltando Radio Milano che trasmette una poesia del poeta di redazione Alberto Cavaliere, uomo di cultura amico di papà Emilio. La poesia esaltava la vita e l'opera del grande statista inglese scomparso un anno prima. Raggiunto, Cavaliere gli dice che quella poesia concludeva un poema in ottava rima, aggiungendo ironicamente che, visto il trattamento per solito riservato ai poeti, non si attendeva frotte di editori alle porte. Concludendo: a chi può interessare? “Interessa a me”, gli risponde Aldo, e via alle stampe. Un altro titolo curioso, sempre del '65, è ‘Le vetture Alfa Romeo dal 1910’: il lavoro che cresce di giorno in giorno e alcune complicazioni burocratiche, non economiche – Aldo spende di tasca sua ma è attento ai bilanci – lo costringono dopo pochi anni a chiudere l’avventura editoriale.

Figura anche nell'elenco dei presidenti del Rotary La Malpensa, socio del Rotary San Siro. Ha curato il Progetto Milano 2000, finalizzato a sostenere la candidatura milanese ai Giochi Olimpici con la supervisione di Massimo Moratti. Ha pensato e diretto per due anni Rotary Gazzetta 2040 per i Governatori Pontremoli e Sarasso e per due anni, 1989-90, la rivista dei Maestri del Lavoro I1 magistero del lavoro, collabora a testate come Vitalità e Guidare sport ed è la mente dell’agenzia politico-culturale I1 telegramma. Ma il curriculum di Aldo De Martino non avrebbe significato senza aggiungere che tutta la sua vita appare contrassegnata da una priorità: onorare il padre Emilio. Il “Premio Emilio De Martino Amore per lo Sport" assegna nel 1966 a Busto Arsizio i suoi due primi attestati: i premiati sono Bruno Beneck e Adolfo , Consolini, ai quali seguirà, nel corso dei decenni, il compendio dei più bei nomi dell’agonismo italiano e dello staff dirigenziale meritevole, dello sport sociale e di coloro che, in un modo o nell’altro, hanno saputo illustrare al meglio il gesto atletico. Il 6 marzo 1988 a Milano, con atto notarile, viene i codificata l'essenza del “Premio Emilio De Martino Amore per lo Sport", successivamente completato dalla postilla “e per la Vita”: nell’atto costitutivo è sottolineato che “contrariamente ad altri premi, quello dedicato al giornalista e scrittore Emilio De Martino, non vuole semplicemente sottolineare un’impresa sportiva come atto fuori dal comune. Intende mettere soprattutto in risalto la personalità dell’uomo, la motivazione interiore che  induce qualcuno, con clamore o in silenzio, professionista o dilettante che sia, ad operare nello sport con ‘amore’, tramite un comportamento verificato nel  tempo, non sciupato come spesso accade, dall’emotività e dalla cruda realtà dell'agonismo inteso come modo di vivere”. Un Premio che la moglie di Aldo, la signora Carla, vuole alimentare ed estendere nell'intestazione anche al figlio di Emilio.




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