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Due grandi protagonisti del giornalismo e della cultura italiani

Emilio De Martino (Milano, 19 giugno 1895 – Rapallo, 12 agosto 1958) e il figlio Aldo (Milano, 3 maggio 1927- Milano 11 settembre 2006)  sono stati due grandi protagonisti del giornalismo e della cultura italiani. Emilio fu ideatore e primo responsabile della pagina Sportiva al Corriere della Sera, direttore della Gazzetta dello Sport e di illustri periodici sportivi dell’epoca, quando la tv non c’era ancora (esplose quattro anni prima della sua morte). Fu anche un commediografo di successo. Aldo fu inviato speciale, scrittore di libri e anche editore. È stato protagonista della nascita e della crescita della comunicazione sportiva in televisione e ha portato la moviola nella Domenica Sportiva. Fu direttore per vent’anni della produzione RAI radiotelevisiva di Milano, raggiungendo con «Fantastico» il record assoluto dell' ascolto nazionale con 26 milioni e 600 mila spettatori. Fondatore e direttore di agenzie giornalistiche nazionali, De Martino nella sua attività di scrittore ha realizzato anche una storia del giornalismo sportivo. 

Emilio e Aldo erano accomunati da un medesimo sentire: l’attenzione alla motivazione interiore che induce qualcuno, “con clamore o in silenzio, professionista o dilettante che sia, ad operare nello sport con ‘amore’, tramite un comportamento verificato nel tempo, non sciupato, come spesso accade, dall’emotività e dalla cruda realtà dell’agonismo inteso come modo di vivere». Così Aldo motivava il ‘Premio Internazionale Emilio De Martino Amore per lo Sport e per la Vita’, alla costituzione dell’Associazione nel 1988. 

Chi ha conosciuto e frequentato Aldo dai tempi giovanili, sa che Aldo era un uomo estremamente curioso, destinato a passare di esperienza in esperienza.Se l’amore per lo sport  era nel suo DNA, quasi un retaggio naturale, l’avventurarsi sul terreno paterno, avendone condiviso le lezioni, e diventare appassionato giornalista era scontato. Ma Aldo non fu un semplice giornalista: giovanissimo entra nel mondo delle agenzie, quando erano agli albori, passando dai vertici di Agisport e di Sportinformazioni, fondamentali per l’esistenza e il nutrimento delle rubriche sportive dei quotidiani. Poi è stato fondatore e Direttore della prima pubblicazione del centro universitario sportivo (CUSI) e curatore dal 1965 della partitura dell’Agenda Ina-Sport, prezioso compendio delle vicende sportive, in pratica una sorta di referente di ogni redazione sportiva.

Alla Rai  assume la responsabilità prima della redazione sportiva milanese (firmando fra l’altro l’esordio della Domenica Sportiva), poi di quella nazionale e infine, per sedici anni, è direttore del Centro di produzione milanese, dove firma i programmi più famosi e seguiti di tutti i tempi della tv italiana. I molteplici interessi hanno portato Aldo, amante della pittura e amico di celebri artisti, a promuovere iniziative di altissimo spessore, anche come Rettore, per trent’anni, della rinata Academia degli Inquieti (con una c sola) e per il Rotary.

Il patrimonio culturale dei De Martino oggi è passato all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il “Premio Internazionale Emilio e Aldo De Martino – Amore per lo Sport e per la Vita” continua a celebrare la loro grande umanità e cultura per tramandarne i valori alle nuove generazioni.

Approfondimenti

Emilio De Martino

  Emilio De Martino (Milano, 19.6.1895 – Rapallo, 12.8.1958) – biografia Volontario nei due grandi conflitti mondiali, tenente e maggiore del Genio, due volte ferito sul Carso e sul Don, tre croci di guerra, Emilio De Martino scompare a 63 anni per le conseguenze di una infezione contratta sul fronte russo. Nel 1920 si sposa con Gisla Boero, unione allietata dalla nascita di due figli, Luciana e Aldo.  Due le passioni alle quali resterà fedele: lo sport,

Aldo De Martino

  Aldo De Martino (Milano, 3.5.1927 – 11.9.2006) – biografia Quando Emilio De Martino, sessantatreenne, muore a Rapallo logorato nel fisico dalla drammatica campagna di Russia nel secondo conflitto mondiale, Aldo ha 31 anni. Volontario il padre nei due conflitti bellici mondiali, volontario nella Resistenza il diciassettenne Aldo. Il riconoscimento di patriota gli viene rilasciato dalla Commissione partigiani per l'attività svolta fra il 1° ottobre del '44 al 25




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