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Nascita ed evoluzione del Premio

Emilio De Martino fu uno dei più popolari giornalisti italiani e scrittore prolifico. Per lui, vibrante interprete del gesto agonistico e fantasioso evocatore di immagini a beneficio di un pubblico legato ai grandi avvenimenti solo attraverso giornali e radio (non c’era ancora la tv!), il figlio Aldo nutriva un rispetto che sapeva di venerazione. Per questo, nel 1966 istituì il “Premio Emilio De Martino - Amore per lo Sport e per la Vita”, al fine di onorare la sua figura e di tramandarne i suoi valori. E i primi attestati andarono informalmente a Bruno Beneck e Adolfo Consolini. L’iniziativa nel tempo raccolse tanti e significativi consensi e al fine di formalizzarne scopo e organizzazione  nacque l’omonima Associazione presieduta fino alla sua morte, il 12 dicembre 2001, dal grande avvocato Peppino Prisco, principe del Foro di Milano e indimenticabile dirigente sportivo italiano. Amico da sempre di Aldo De Martino, ne condivideva proprio la straordinaria passione per la vita. Il suo ricordo è legato in particolare all’Inter di cui fu un mitico vice-presidente vincendo ben sei scudetti, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, tre Coppe Uefa, due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. A Prisco succede Andrea Lorenzo Vaccani, stimato imprenditore milanese nel settore delle Arti Grafiche, che condivide con i suoi predecessori la passione per lo sport e per i valori che quest’ultimo porta con sé, sottoscrivendo naturalmente lo spirito distintivo del Premio Emilio e Aldo De Martino. Dopo la scomparsa di Aldo, nel 2006, l’Associazione ha esteso al figlio il titolo del riconoscimento.

Aldo aveva in progetto di dedicare il Premio non più a singoli individui, ma alle famiglie di sportivi per dare rilievo sia al valore della famiglia sia all’impegno generazionale nella vita e nello sport e l’Associazione ha realizzato questo intento.

Nel 2008 l’’Albero d’Europa’ del maestro Mario Rossello è andato pertanto ai Mangiarotti, nel 2009 ai Moser e nel 2010 ai Simeoni – Azzaro, Sara, Erminio e il figlio Roberto. Nel 2011, oltre all’’Albero d’Europa’ consegnato ai fratelli Abbagnale, l’Associazione ha voluto insignire di un ‘Cuore d’argento’ anche lo storico timoniere degli Abbagnale, da tutti conosciuto come ‘Peppiniello’, Giuseppe Di Capua, e Mario Resca, Direttore Generale della Valorizzazione del Patrimonio Culturale (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), che ha promosso il legame Arte-Sport, sodalizio da lui ritenuto vincente e ricco di implicazioni per stimolare la fruizione del patrimonio italiano. 




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